SE LE API POTESSERO PARLARE

Contributo di Chiara Taverna

Nelle ultime settimane, Generavivo ha assistito con interesse ad alcuni degli incontri - per questa edizione, online - della Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili Fa’ la cosa giusta: ne sono nati spunti di riflessione che vogliamo condividere.

da Cambiamenti climatici, pesticidi, miele: se le api potessero parlare… (appuntamento del 22/11/2020 ore 18.00)

Spesso ci si appassiona alla scomparsa di qualche genere o specie, piuttosto che trovare il modo di convivere con tutti i viventi. Invece, la biodiversità è come il nostro corpo: ogni organo è funzionale al benessere di tutto l’organismo.

Le api hanno un grande impatto ambientale e riescono a trasmetterci il disagio che tutta la biodiversità sta vivendo. Il cambiamento climatico, l’inquinamento, i pesticidi, la carenza di praterie e di fiori sono solo alcuni degli elementi di criticità per la sopravvivenza delle api.

Le api, con i cambiamenti climatici, soffrono e muoiono. Accade che, ad esempio, la distribuzione delle piogge nel corso dell’anno e le variazioni di temperatura alterino il processo di impollinazione dei fiori.

Tutto questo non è facilmente modificabile, ma è possibile agire in alcuni settori, come ad esempio per l’uso di pesticidi o l’agricoltura intensiva.

Da qualche tempo, soprattutto in Friuli, si sono intraprese delle vie legali contro l’uso dei pesticidi o di sostanze che uccidono le api: l’intervento della magistratura è importante, perché sottolinea quanto il valore delle api sia imprescindibile. Trovare delle sostanze pulite che aiutino i prodotti della terra e non danneggino le api e gli altri insetti deve essere priorità sia per agricoltori che per apicoltori.

Diviene fondamentale accrescere la biodiversità, per aiutare tutti gli impollinatori.

Il principio della salvaguardia e del ripristino della biodiversità dovrebbe essere la guida con cui si opera nel territorio. Oggi si riscopre la valenza dei fossi, dei canali, delle siepi e di tutto ciò che facilita la presenza della biodiversità. Anche noi nel nostro piccolo possiamo operare in tal senso, cercando non la “perfezione” dei nostri orti o giardini, ma la presenza della biodiversità. Sempre. Salvare gli impollinatori salva anche noi.

Penso dunque sia fondamentale cominciare dalle nostre piccole azioni quotidiane. Usiamo pesticidi o concimi chimici o altre sostanze per coltivare i nostri fiori sul balcone o i nostri orti? Teniamo orti e giardini puliti o sperimentiamo la presenza di varie piante di diverso genere?

Possiamo pensare agli orti di Generavivo in quest’ottica?

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