Don Bepo Vavassori

DON BEPO VAVASSORI E LE ORIGINI DEL VILLAGGIO DEGLI SPOSI

Contributo di Chiara Nogarotto

Don Bepo Vavassori nasce il 19 luglio 1888 a Osio Sotto. Parroco di montagna, cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale e successivamente direttore spirituale in Seminario, venne anche incarcerato per aver aiutato e aperto la porta della propria casa a partigiani, ebrei e perseguitati politici, in difesa della libertà contro il fascismo.

Nel 1927, su un terreno dismesso nella periferia di Bergamo, iniziò la sua opera di realizzazione di un luogo dedicato ai bambini - a lui tanto cari - dove i più giovani avrebbero potuto correre, sperimentare, crescere: una vera e propria “Città dei Ragazzi”, spazio di accoglienza e speranza realizzato con la testimonianza quotidiana d’intelligenza e buonsenso. Dopo averli raccolti da famiglie in pezzi, case distrutte e devastazioni dell’animo, don Bepo accompagnò oltre 50.000 giovani nel loro percorso di vita, offrendogli l’opportunità di costruire il proprio cammino, il proprio futuro. Fu proprio per offrire un luogo dell’Abitare ai suoi “figli” che stavano crescendo, che negli anni ’50 don Bepo diede vita al “Villaggio degli Sposi”.

Nei cuori di migliaia di persone risiede ancora oggi traccia e memoria di questo padre generoso, che donava tutto per gli indifesi. Con le parole del Vescovo Beschi, pronunciate quest’anno in occasione della Messa solenne in memoria e suffragio di don Bepo nel 45° anniversario della scomparsa: “Insegnava ai suoi giovani a crescere nella responsabilità, perché non potevano soltanto ricevere un tetto, un lavoro e un sorriso, ma dovevano anche saper donare e testimoniare la carità”.

La storia di don Bepo è quella dell’avvio dell’opera del Patronato San Vincenzo, un cantiere di speranza e generatività che si è diffuso enormemente, raggiungendo dal 1962 persino la Bolivia, e che oggi prosegue la propria missione con tenacia.

È notizia del febbraio scorso l’avvio degli atti preliminari necessari all’apertura del processo diocesano per la beatificazione di don Bepo Vavassori, considerato il don Giovanni Bosco bergamasco.

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